Arte e Bellezza a Firenze e nei suoi Musei: qui alcune immagini del Museo degli Uffizi. Altre immagini e documentazione sul mio profilo Instagram
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giovedì 31 dicembre 2020
Museo Galleria Nazionale degli Uffizi: quando Arte e Bellezza fanno bene anche alla salute!
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martedì 10 novembre 2015
Un consiglio “naturale”: B&B SALVIA E ROSMARINO
B&B SALVIA E ROSMARINO (Via del Pucino, 34151 Trieste TS, Italia
) : son stato con la famiglia in questo magnifico posto solatio, tra il mare e le colline del Carso Triestino, solo per una notte e quasi 2 giorni accolti e “coccolati” con gentilezza, signorilità, garbo e vera “cultura” e spiritualità dalla proprietaria Silva Bogatez riconosciuta tra l’altro a livello internazionale per le sue iconografie allestite nelle più importanti Chiese di mezzo Mondo e naturalmente la sua alta competenza in merito. Il bed and Breakfast, molto pulito e curato sotto ogni aspetto per la comodità e il confort dei clienti, si trova in una magnifica posizione accuratamente isolata in mezzo a vigneti, alberi da frutta, olivi, piante officinali etc., in via del Pucino, un’antica strada esistente sin dal tempo dell’Impero Romano da cui si domina la costiera ad essa parallela e tutto il magnifico golfo di Trieste, Castello di Miramare incluso. E’ un’oasi di autentica tranquillità, adatta anche a chi vuol meditare ed estranearsi dalla vita lavorativa quotidiana; la signora Silva poi è una gran conoscitrice di alimentazione naturale, di piante e di medicine naturali associati ad un’autentica conoscenza di equilibri interiori e dell’animo umano: attraverso i suoi consigli, le sue attenzioni e i suoi inoput l’ospite può godere e partecipare di notevoli esperienze sulla via di un approfondimento spirituale e, oserei dire, della conoscenza dell’anima; ma non manca poi il gusto per interessantissime, gustose, prelibate e naturali colazioni mattutine donate con il cuore, come il magnifico pane preparato appositamente da Silva. Gli animali (i cani) son tutti ben accetti e anch’essi curati e coccolati, e trovano anch’essi compagnia.
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| Pane fatto in casa con differenti tipi di farina integrale |
venerdì 28 giugno 2013
Un interessante incontro con il Diet Coach Giulio Maria Coniglio
Un interessante incontro, una testiomonianza più che altro, del lavoro del Diet Coach Giulio Maria Coniglio su alimentazione ed in particolar modo sugli additivi alimentari nell'industria e nella grande distribuzione alimentare: loro normative Europee e possibili conseguenze sulla salute dei consumatori; nel seguente video registrato a Venezia presso la Casa dei Mori viene ripreso l'intero incontro.
venerdì 13 aprile 2012
I Medicinali Omeopatici sono prescrivibili da parte dei Naturopati diplomati e certificati.
In questi ultimi giorni nei media, tv, giornali e internet è stato dato particolare risalto al recepimento ed attuazione da parte del Governo Italiano della Direttiva Europea 83 del 2001 sul Codice Comunitario per i farmaci e medicinali di uso umano, mettendo l'accento soprattutto sul fatto che con questa normativa i rimedi (o medicinali che dir si voglia) omeopatici saranno trattati come tutti gli altri farmaci, e quindi si assumeranno simili procedure di immissione in commercio ottenendo ufficialmente pari dignità ad altri farmaci (allopatici), e inoltre si apre la possibilità di un incremento numerico di tali rimedi come già avviene in quasi tutta Europa. Dal lontano 1983 un blocco normativo pesava sul mercato dei prodotti omeopatici, anche se vi son state sempre autorizzazioni transitorie di proroga: ora finalmente verrà applicata questa direttiva europea che cambia definitivamente i rapporti di precarietà fino a ieri vigenti. In Italia quasi 5 milioni di persone utilizzano i medicinali omeopatici, e con questa normativa si rende più libera la scelta della cura da parte dei cittadini e soprattutto viene garantita una libera circolazione, e quindi reperibilità maggiore, dei medicinali in tuttal'Europa Comunitaria. Altro punto importante è che si apre una ufficializzazione della ricerca sull’omeopatia perchè si definisce che l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, dovrà controllare e registrare tali rimedi in via definitiva.
Qui di seguito ho voluto inserire solo gli articoli della Direttiva che accennano espressamente ai medicinali omeopatici e i cui articoli sono stati recepiti in toto dal Ministero delle Salute: ho evindenziato in neretto le parti più rilevanti e come Naturopata intendo sottolineare, oltre a quelli già menzionati, un altro aspetto delle norme contenute in questa normativa, ovvero che i medicinali Omeopatici non hanno necessità di essere prescritti obbligatoriamente dai Medici, anzi, proprio per le loro peculiarità di base di principio e filosofiche dell'Omeopatia, sono inerenti lo spirito e la competenza stessa del Naturopata Olistico certificato (come avviene anche in Germania per l'omologa figura dell'Heilpraktiker): in particolar modo vedasi gli articoli 70 e 71 in cui si indicano quali medicinali devono esser soggetti a prescrizione medica.
Per chi volesse leggersi la Direttiva completa: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2001:311:0067:0128:it:PDF
Sull'Omeopatia seguiranno presto altri miei articoli.
"DIRETTIVA 2001/83/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 6 novembre 2001 recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,... OMISSIS ...considerando quanto segue:
(1) La direttiva 65/65/CEE del Consiglio, del 26 gennaio 1965, per il ravvicinamento delle disposizioni legislative,regolamentari ed amministrative relative alle specialità medicinali (3), la direttiva 75/318/CEE del Consiglio, del 20 maggio 1975, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti le norme ed i protocolli analitici, tossico-farmacologici e clinici in materia di sperimentazione delle specialità medicinali (4), la
seconda direttiva 75/319/CEE del Consiglio, del 20 maggio 1975, concernente il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative relative alle specialità medicinali (5),... OMISSIS...direttiva 92/73/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1992, che amplia il campo d'applicazione delle direttive 65/65/CEE e 75/319/CEE concernenti il riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative ai medicinali e che fissa disposizioni complementari per i medicinali omeopatici (13) hanno subito diverse e sostanziali modificazioni. È opportuno, a fini di razionalità e chiarezza, procedere alla codificazione delle suddette direttive riunendole in un unico testo....OMISSIS...17) È necessario adottare disposizioni specifiche per i medicinali immunologici, omeopatici, radiofarmacologici nonché per i medicinali derivati dal sangue umano o dal plasma umano....OMISSIS...21) In considerazione delle caratteristiche particolari dei medicinali omeopatici, quali il loro bassissimo tenore di principi attivi e la difficoltà di applicare loro la convenzionale metodologia statistica relativa alle prove cliniche, appare opportuno istituire una procedura specifica semplificata di registrazione per i medicinali omeopatici immessi in commercio senza particolari indicazioni terapeutiche ed in una forma farmaceutica ed un dosaggio che non presentino alcun rischio per il paziente. (22) I medicinali antroposofici descritti in una farmacopea ufficiale e preparati secondo un metodo omeopatico sono assimilabili, per quanto riguarda la registrazione e l'autorizzazione di immissione in commercio, a medicinali…OMISSIS...(23) È opportuno fornire innanzi tutto ai consumatori di medicinali omeopatici un'indicazione molto chiara circa il carattere omeopatico degli stessi nonché sufficienti garanzie di qualità e di innocuità. (24) È necessario armonizzare le norme riguardanti la fabbricazione, il controllo e l'ispezione dei medicinali omeopatici allo scopo di consentire la circolazione nell'intera Comunità di medicinali sicuri e di buona qualità. (25) medicinale omeopatico: ogni medicinale ottenuto da prodotti, sostanze o composti denominati «materiali di partenza omeopatici» secondo un processo di fabbricazione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee attualmente utilizzate ufficialmente dagli Stati membri. Un medicinale omeopatico può contenere anche più principi.
CAPO 2 Disposizioni speciali relative ai medicinali omeopatici
Articolo 13: 1. Gli Stati membri provvedono a che i medicinali omeopatici fabbricati ed immessi in commercio nella Comunità siano registrati od autorizzati in conformità degli articoli 14, 15 e 16, salva l'ipotesi in cui tali medicinali siano oggetto di una registrazione o autorizzazione concessa conformemente alla normativa nazionale fino al 31 dicembre 1993 (e indipendentemente dall'estensione di tale registrazione o autorizzazione oltre detta data). Ogni Stato membro tiene debitamente conto delle registrazioni e autorizzazioni già rilasciate da un altro Stato membro.
2. Uno Stato membro può astenersi dall'istituire la procedura speciale semplificata di registrazione dei medicinali omeopatici di cui all'articolo 14. Esso ne informa la Commissione. In tal caso lo Stato membro deve consentire l'impiego sul proprio territorio dei medicinali registrati da altri Stati membri a norma degli articoli 14 e 15.
Articolo 14: 1. Sono soggetti ad una procedura speciale semplificata di registrazione soltanto i medicinali omeopatici che soddisfano tutte le condizioni seguenti:
. via di somministrazione orale o esterna,
. assenza di indicazioni terapeutiche particolari sull'etichetta o tra le informazioni di qualunque tipo relative al medicinale,
. grado di diluizione che garantisca l'innocuità del medicinale; in particolare il medicinale non può contenere più di una parte per 10 000 di tintura madre né più di 1/100 della più piccola dose eventualmente utilizzata nell'allopatia per le sostanze attive la cui presenza in un medicinale allopatico comporta l'obbligo di presentare una prescrizione medica. Gli Stati membri stabiliscono, al momento della registrazione, la classificazione in materia di fornitura del medicinale.
2. Alla procedura speciale semplificata di registrazione dei medicinali omeopatici si applicano per analogia i criteri e le norme procedurali previsti all'articolo 4, paragrafo 4, articolo 17, paragrafo 1, dagli articoli da 22 a 26 e dagli articoli 112, 116 e 125, eccezion fatta per la prova dell'effetto terapeutico.
3. Per i medicinali omeopatici registrati in conformità del paragrafo 1 del presente articolo o eventualmente ammessi in base all'articolo 13, paragrafo 2, non è tuttavia richiesta la prova dell'effetto terapeutico.
Articolo 15: La domanda di registrazione speciale semplificata può riguardare una serie di medicinali ottenuti dagli stessi materiali di partenza omeopatici. A tale domanda sono acclusi i seguenti documenti che hanno in particolare lo scopo di dimostrare la qualità farmaceutica e l'omogeneità dei lotti di fabbricazione di tali medicinali:
. denominazione scientifica o altra denominazione figurante in una farmacopea dei materiali di partenza omeopatici, con menzione delle diverse vie di somministrazione, forme farmaceutiche e gradi di diluizione da registrare,
. fascicolo che descriva le modalità d'ottenimento e controllo dei materiali di partenza omeopatici e ne dimostri il carattere omeopatico mediante un'adeguata bibliografia,
. fascicolo di fabbricazione e di controllo per ogni forma farmaceutica e descrizione dei metodi di diluizione e dinamizzazione seguiti,
. autorizzazione a fabbricare i medicinali in oggetto, . copia delle registrazioni o delle autorizzazioni eventualmente ottenute per gli stessi medicinali in altri Stati membri,
. uno o più campioni o modelli dell'imballaggio esterno e del confezionamento primario dei medicinali da registrare,
. dati concernenti la stabilità del medicinale.
Articolo 16: 1. I medicinali omeopatici non contemplati dall'articolo 14, paragrafo 1, sono autorizzati ed etichettati a norma degli articoli 8, 10 e 11.
2. Uno Stato membro può introdurre o mantenere nel proprio territorio norme particolari per le prove tossicologiche, farmacologiche e cliniche dei medicinali omeopatici non contemplati all'articolo 14, paragrafo 1, conformemente ai principi e alle caratteristiche della medicina omeopatica praticata in tale Stato membro.
In tal caso, lo Stato membro notifica alla Commissione le norme speciali vigenti.
3. Le disposizioni del titolo IX si applicano anche ai medicinali omeopatici, ad eccezione di quelli di cui all'articolo 14,… OMISSIS....Articolo 68: Senza pregiudizio delle disposizioni dell'articolo 69, i medicinali omeopatici sono etichettati in conformità del presente titolo e contraddistinti dall'indicazione della loro natura omeopatica apposta in caratteri chiari e leggibili.
Articolo 69: 1. Oltre all'indicazione «medicinale omeopatico», in grande evidenza, l'etichettatura e eventualmente il foglietto illustrativo dei medicinali di cui all'articolo 14, paragrafo 1, recano obbligatoriamente ed esclusivamente le indicazioni seguenti:
. denominazione scientifica dei materiali di partenza omeopatici, seguita dal grado di diluizione espressa con i simboli della farmacopea utilizzata conformemente all'articolo 1, punto 5,
. nome e indirizzo del titolare della registrazione e, all'occorrenza, del fabbricante,
. modo di somministrazione e, se necessario, via di somministrazione,
. data di scadenza in linguaggio corrente (mese, anno),
. forma farmaceutica,
. contenuto della confezione,
. eventuali precauzioni particolari ai fini della conservazione del medicinale,
. avvertenza speciale, se si impone per il medicinale,
. numero del lotto di fabbricazione,
. numero di registrazione,
. medicinale omeopatico «senza indicazioni terapeutiche approvate»,
. un suggerimento all'utente perché consulti un medico se i sintomi persistono durante l'utilizzazione del medicinale.
2. In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono esigere l'applicazione di talune modalità di etichettatura che consentano l'indicazione di quanto segue:
. prezzo del medicinale,
. condizioni di rimborso da parte degli organismi di sicurezza sociale.
TITOLO VI: CLASSIFICAZIONE DEI MEDICINALI
Articolo 70: 1. Quando autorizzano l'immissione in commercio di un medicinale, le autorità competenti precisano come segue la classificazione del medicinale:
. medicinale soggetto a prescrizione medica,
. medicinale non soggetto a prescrizione.
Articolo 71: 1. I medicinali sono soggetti a prescrizione medica in uno dei casi seguenti:
. possono presentare un pericolo, direttamente o indirettamente, anche in condizioni normali di utilizzazione, se
sono usati senza controllo medico,
. sono utilizzati spesso, e in larghissima misura, in condizioni anormali di utilizzazione e ciò rischia di mettere in
pericolo direttamente o indirettamente la salute,
. contengono sostanze o preparazioni a base di tali sostanze, di cui è indispensabile approfondire l'attività e/o gli effetti collaterali negativi,
. salvo eccezioni, sono prescritti da un medico per essere somministrati per via parenterale....OMISSIS...
Articolo 72: I medicinali non soggetti a prescrizione sono quelli che non rispondono ai criteri di cui all'articolo 71. ...OMISSIS...
Articolo 124: Gli Stati membri si comunicano reciprocamente ogni informazione necessaria a garantire la qualità e l'innocuità dei medicinali omeopatici fabbricati ed immessi in commercio nella Comunità, e in particolare le informazioni di cui agli articoli 122 e 123....OMISSIS..."
sabato 31 marzo 2012
31 marzo 2012: giornata della cara nostra madre Terra
Per una rinnovata e forte coscienza di apprezzamento del nostro Pianeta Terra, di questa enorme, ma delicata ricchezza che abbiamo, del Mondo in cui viviamo, della Natura, del Nostro Sole e del nostro Sistema Solare, per la nostra Galassia, per l’Universo Intero, cambiamo il nostro modo di vivere e diffondiamo la cultura del rispetto delle risorse naturali, degli animali, delle piante e anche di noi esseri umani unica razza umana ancora presente sulla Terra! Coinvolgiamo amici, fratelli e conoscenti da oggi e per sempre nel rispetto e nell’amore reciproco come energia permeante e apportante vera gioia e felicità!
lunedì 20 febbraio 2012
Riso e broccoli, ma con gusto!
Siamo ancora in Inverno e soprattutto in questi ultimi giorni il tempo è stato spesso inclemente, per cui nell'alimentazione quanto c'è di meglio se non consumare una pianta/verdura tipica di questa stagione e soprattutto proveniente dai climi freddi Europei sin dall'antichità? Cosicchè questa volta propongo un piatto alquanto nutrizionalmente completo e con ingredienti di stagione. Partiamo dai carboidrati, dal riso, meglio se integrale e da agricoltura biologica naturalmente lessato con un pizzico di sale; assieme a questo, dei broccoli (appunto verdura di stagione autunnale invernale) cotti al vapore, ma non stracotti, ancora fragranti per mantenere il più possibile intatte le ottime qualità nutrizionali di questo ortaggio facente parte delle Crucifere di cui fan parte anche i cavoli e le verze: se si utilizzasse questa pianta fresca senza cuocerla si avrebbe un'ottima quantità e qualità di vitamina C che putroppo va quasi totalmente persa con la cottura, mentre invece rimagono quasi inalterate altre sue proprietà nutrizionali essendo ricco di fibre solubili nonchè di vitamine A e del gruppo B e soprattutto di sali minerali di fosforo, calcio e zolfo, quindi proprietà rimineralizzanti e antisettiche, nonchè usualmente protettori delle mucose (ottimi alimenti in caso di ulcere per esempio, meglio se crudi). In antichità, i Romani consideravano i cavoli e le crucifere della panacee per tutti i mali, ottimo anche su ferite in uso esterno come cicatrizzanti e come ricostituente se mangiati crudi; in periodi più recenti la verza e i cavoli erano usati dai marinai nelle lunghe navigazioni per sconfiggere ed attenuare lo scorbuto dovuto appunto a carenze di vitamina C!
Comunque ritorniamo al piatto e passiamo al condimento, ai grassi o lipidi per dare maggior piacere al palato e consistenza gustosa al piatto: oggi ho preparato una salsa che chiamerò "salsa gialla" per il suo colore, preparata prendendo spunto dall'idea della maionese o da quella che mi sembra venga chiamata "salsa Olandese".
Ebbene ecco la mia ricetta improvvisata per questa "salsa gialla": ho spremuto quasi un limone intero mescolandolo a 2 cucchiai colmi di aceto di mele e a 2 prese di sale; ho fatto ridurre questo composto su un piccolo fuoco per qualche minuto; l'ho lasciato raffreddare e quindi vi ho aggiunto 2 tuorli d'uovo fresco almalgamando il tutto con una frusta; quindi ho rimesso a bagnomaria tale composto aggiungendovi piano piano sempre mescolando con la frusta, tre cucchiai colmi di olio extra-vergine d'oliva che a sua volta avevo emulsionato assieme a del latte di capra fresco (mezzo bicchiere che assieme all'olio riempiva poco meno di un semplice bicchiere d'acqua di 100ml circa): sempre sbattendo tale composto bagnomaria su di un recipiente ho ottenuto una "salsa gialla" di consistenza cremosa che ancora tiepida ho versato sui broccoli, et voilà ecco nella foto il piatto al completo! Tengo a precisare che le dosi per la salsa sono per il condimento di almeno due o tre piatti...!
sabato 28 gennaio 2012
Non solo modi di dire: ragionare con la pancia deriva dal "pensare" con il cervello enterico
Pur avendo una visione naturopatica dell’alimentazione come elemento importante inserito in un contesto primario di educazione ed avvio alla conoscenza ed alla pratica di un sano e corretto stile di vita assieme ad altri agenti come respirazione, movimento, drenaggio e vari altri approcci delle discipline naturopatiche, cionondimeno mi pare opportuno ampliare un po’ lo sguardo ad altre discipline e in questo caso a quelli che sono i rapporti tra le attribuzioni che l’essere umano dà, sia a livello emotivo, sia a livello psichico e simbolico, al cibo ed ai singoli cibi in particolare.
C’è un modo di pensare, di agire e di affrontare gli argomenti e le situazioni che la vita ci propone che generalmente si indica come un “ragionare di pancia”, prendere una situazione di pancia, che non è un vero e proprio ragionare di testa (ovvero particolarmente con i lobi frontali del nostro encefalo che presiedono all’ideazione, pianificazione e organizzazione dei comportamenti dove tutte le sensazioni inviateci vengono elaborate e “razionalizzate”), come non è nemmeno e non vuol dire prendersela di petto o di cuore, bensì, aldilà di queste definizioni per negazione che già danno un quadro dell’idea, questo ragionare di pancia assume il significato mutuato ed ereditato anche da antiche ancestrali conoscenze empiriche e mediche di “scegliere visceralmente e sostanzialmente” alcune azioni e comportamenti, ovvero prendere decisioni spontanee e inconsapevoli sentendo e provando sensazioni istintive, profonde e arcaiche, non razionali, ma finalizzate probabilmente all’immediato sostentamento e mantenimento dell’individuo.
Questa tesi è anche avvalorata da quanto affermato dalla Medicina Tradizionale Cinese, in cui l’organo/funzione Intestino Tenue, che fa parte della Loggia del Cuore (Fuoco) di cui rappresenta la parte yang, è addetto concettualmente alla scelta ed alla suddivisione delle sostanze introdotte col cibo che verranno assimilate e di ciò che verrà eliminato: da una parte il cibo, la materia, che una volta subiti i processi di lavorazione e “digestione” ( di scelta in tutti i sensi!), passerà al sangue che verrà trasportato col motore/pompa cardiaca a tutti i tessuti ed a tutto l’organismo per apportare nutrimento; e dall’altra quelle sostanze cibarie scartate dai processi procederanno verso il basso, verso l’intestino crasso per essere ulteriormente lavorate (assorbimento dell’acqua e assorbimento delle vitamine con la collaborazione dei batteri saprofiti) e poi degradate ed espulse come rifiuti che comunque rientreranno nel ciclo naturale della terra.
L’intestino viene opportunamente indicato e considerato come seconda intelligenza, secondo cervello, e in questi ultimi anni recenti studi di neurogastroenterologia hanno dimostrato che il cervello enterico è una vera e propria entità, un sistema che ha una propria autonomia funzionale dal cervello encafalico per il fatto che anche nell’intestino si trovano innumerevoli terminazioni nervose e connessioni neuronali che poi attraverso il sistema del nervo vago e del sistema neurovegetativo sono costantemente in contatto con il sistema nervoso centrale. Vi è una grande analogia tra intestino ed encefalo e tra le loro precipue funzioni: come l'intestino si alimenta di cibi che scioglie, spezza e scompone, trasformandoli in molecole più facilmente assimilabili per il consumo dell'organismo, cosi l’encefalo si alimenta di dati che vengono raccolti, condensati ed elaborati per l’utilizzo dell'individuo in questione; anche l'intestino quindi è un secondo cervello funzionale alla Vita ed interconnesso e interdipendente con il sistema nervoso centrale, in grado anche di metabolizzare e registrare le ansie, le emozioni, e di metterle assieme a quelle già memorizzate nell'inconscio fornendo quindi risposte più o meno adatte dell'intero complesso biocibernetico dell’organismo vivente a seconda del suo stato complessivo del momento.
Questo cervello recepisce e sa riconoscere non soltanto i vari cibi adatti introdotti nella bocca, ma anche le sostanze dannose e tossiche, in questo caso, provocando pronte reazioni per eliminarle: il vomito, nel caso si riconoscano velocemente; accelerando la peristalsi e quindi altri fenomeni come per esempio la diarrea se il riconoscimento di queste sostanze avviene più tardi.
Concludendo, è chiaro che ogni circostanza emotiva, o assunzione di cibo non gradito (alla parte enterica ovviamente), o anche di medicinali (!), insomma di elementi non appropriati e vissuti negativamente (sempre dalla parte enterica ripeto), generano nel “cervello intestinale” delle risposte valide per ogni condizione provata nella vita quotidiana; tale struttura non è solo legata alle reazioni al cibo ingerito, ma può “pensare”, scegliere e prendere decisioni, sperimentando sensazioni autonome, con successive manifestazioni evidenti di risposte di disadattamento come le coliti, le ulcere, pesantezze e bruciori di stomaco vari etc., che sono disturbi e malattie causate da stress quotidianamente vissuti, incluse in primo luogo forti emozioni negative.
E’ qui, nell’addome e nei suoi organi che sin da bambini si manifestano le prime psico-somatizzazioni; è qui che si somatizzano i primi conflitti interiori tra il razionale e l’irrazionale-inconscio, conflitti che generano disturbi per reazioni della ricchissima parte immunologica presente sempre all’interno dell’intestino dove viene modificato il pH , il “terreno” con le sue risposte immunitarie e dove i batteri nostri amici son costretti per sopravvivere a spostarsi dalle aree loro assegnate dalla natura e colonizzano altre aree non di loro competenza creando a loro volta mutamenti a catena sinchè non verranno risolti i conflitti di base della propria vita e verrà ripristinato il sano e reattivo “terreno” originario.
Per ultimo, ma non meno per importanza, c’è da notare che in natura dal punto di vista embriogenetico i primi tessuti che si formano e si sviluppano sono quelli dei foglietti germinativi ectoblastico, per il sistema nervoso, ed entoblastico per l’apparato digerente per cui lo stomaco, l’intestino e il sistema digerente nel suo complesso che sono alla base della vita, del suo sostentamento nutrizionale e dello scambio principale che si ha con l’ambiente.
Ecco qui lo scopo e il motivo principale per il quale ho inserito articoli che riguardano i rapporti tra cibo, psiche ed emotività che saranno qui comprese e che verranno di seguito interrelate, anche se per l’indagine naturopatica vera e propria tali disamine costituiscono una parte concernente aspetti non di competenza propria e marginalmente collegati.
lunedì 16 gennaio 2012
Alimentazione e vita emotiva: iniziamo dai neonati
Considero questo un approfondimento ad un mio precedente articolo sul diet coaching: http://salusvitae.blogspot.com/2012/01/spunti-di-riflessione-su-di-un-nuovo.html
Ultimamente vi sono stati notevoli studi psicologici sull’interrelazione tra cibo e vita psico-emotiva che hanno condotto a delle risultanti che in qualche modo modificano alcune concezioni sull’alimentazione in genere, ed in particolare sulla condotta dietetica nel genere umano sia in alcuni malati e sia sull’interpretazione dei loro disturbi.
Lungi dall’addentrarmi in maniera specifica su tali disturbi e sulle malattie definite anche dai vari DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) dei disturbi alimentari conclamati come anoressia, bulimia etc. etc., visti anche i miei precedenti studi ed esami sostenuti in Psicologia dell’età evolutiva, mi interessa farne un resoconto per avere una panoramica generica ed iniziale sulle relazioni tra cibo ed essere umano che partono dalle prime esperienze che fa un neonato e che sono sostanzialmente due ovvero il mangiare ed il dormire.
E’ senz’altro l’esperienza del mangiare e del significato che assume in un essere neonato, che penso sia qui importante focalizzare l’attenzione, in quanto attraverso di essa il neonato non solo soddisfa il bisogno sostanziale ancora indifferenziato che per vivere e crescere bisogna nutrirsi, ma anche attraverso questa esperienza e di come e con quali modalità sarà soddisfatto il suo io egocentrico ed ancora indistinto, ricaverà quella sensazione di sicurezza dalla quale dipenderà se, per tutto il resto della sua vita, assocerà un senso di piacere al soddisfacimento dei suoi bisogni alimentari.
L’allattamento è un momento fondamentale, il primo incontro con la madre, primo persona importante e significativa della sua vita, e con questo allattamento iniziano anche le prime sensazioni ed esperienze emotive importanti della sua vita ovvero desiderio, voglia, gradimento, piacere oppure sofferenza, inquietudine, ostilità, rabbia, angoscia, frustrazione, insomma tutte quelle emozioni che poi si rifletteranno ed avranno ripercussioni nel futuro.
Nella madre che offre con amore e premura il nutrimento il neonato identificherà l’”oggetto buono”, quel “tramite” che costruirà nel suo io quel senso di fiducia, di sicurezza e quella sensazione di sentirsi desiderato e amato, mentre alla madre che già aveva mal accettato il suo stato di gravidanza o che per altri motivi contingenti o stati d’animo negativi si accinge con malavoglia all’atto dell’allattamento abbinerà viceversa l’”oggetto cattivo” che potrà suscitare nel neonato un senso di abbandono, di antipatia e di frustrazione: ne consegue che l’essere alimentato e l’essere amato costituiscono forse la più intima congiunzione nella sfera dell’esperienza, e tale identificazione simbolica tra cibo e affetto avrà la sua prima e più importante espressione sin dalla più tenera età.
C’è da dire che il neonato fino quasi ai due anni di vita ancora non distingue il suo io, se stesso, dall’altro, ovvero dalla madre, per cui quasi pretende che i suoi bisogni alimentari siano soddisfatti quando appena inizino a manifestarsi, vi è quindi una forma di egocentrismo arcaico che è opportuno tener presente per la successiva fase di strutturazione di un io indipendente e socializzante.
L’allattamento attraverso la suzione dà luogo ad un incorporamento che già da se placa l’ansia e l’inquietudine di un neonato, e questo è un fenomeno estremamente evidente di cui tutti noi genitori siamo stati spettatori e gestori in più di qualche occasione: la fame è la prima tensione emotiva che prova un neonato e questa ovviamente viene placata con l’assunzione del cibo che diventa la sua prima conquista, il suo primo possesso, anche qui da saper gestire da parte della mamma e dei genitori in genere: il mio personale consiglio è di, ovviamente con gradualità nel tempo, non cedere immediatamente alle prime avvisaglie e richieste del bambino, ma di lasciar sempre intercorrere qualche minuto, e dico minuto, non ore; è il primo atto educativo verso il riconoscimento dell’altro, la comprensione delle esigenze altrui, che fra l’altro può essere di stimolo ad un cercare di variare i comportamenti di richiesta da parte del neonato, con ovvie ripercussioni sul suo ulteriore sviluppo cognitivo differenziato!
Queste prime percezioni ed impressioni psichiche potranno maturare nell’infanzia dando luogo ai comportamenti ed agli atteggiamenti del bambino verso il cibo e non solo, in quanto la libido che da neonato mira a soddisfare pulsioni parziali e irruente di base, come il nutrimento, poi mirerà a soddisfare la pulsione sessuale dell'individuo, le pulsioni per la sopravvivenza e anche altre più evolute e integrate emotivamente a seconda dell’ambiente in cui si svilupperà l’individuo.
Quindi man mano che l’infante cresce si svilupperà anche la sua personalità più o meno indipendente e qui il ruolo dei genitori se sarà costrittivo nel cibo, tipo “devi mangiare questo che ti fa bene” oppure “devi mangiare tutto che sennò non cresci” etc. etc. potrà provocare nell’individuo sia un senso di dubbio verso l’amore dei genitori, sia un senso d’insicurezza che poi si potrà tradurre con l’associare al cibo ricordi più o meno sgradevoli: a questo punto ai vari cibi in questione potranno venire assegnati o significati di sostanza benefica e piacevole o saranno assimilati a elementi di repulsione e di protesta, con conseguenze che potranno essere drammaticamente vissute dall’individuo, con gravi ricadute sulla salute fisica e mentale stessa.
Per il momento con queste considerazioni chiudo qui ripromettendomi di approfondire ulteriormente il lato delle interconnessioni tra ambiente in cui si vive e psicologia e simbolismo del cibo.
sabato 6 agosto 2011
Prevenzione anti puntura di zanzare: rimedi naturali
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| Zanzara comune |
In primo luogo la miglior tattica per evitare le fastidiose e pruriginose punture di zanzare è quello di evitare i luoghi e gli orari dove questi insetti sono maggiormente presenti e aggressivi.
- Stare in casa e/o in luoghi chiusi e protetti quando il sole sta per tramontare ed anche poco dopo il tramonto.
- Stare più possibilmente lontani da tombini e acquitrini dove si forma acqua stagnante (sembra che qui funzioni bene inserire un filo di rame in queste pozze d'acqua).
- Indossare possibilmente capi con maniche lunghe, calzoni lunghi e possibilmente bianchi o comunque chiari e ancora più dove non si alternano il bianco e nero, tipo i colori della maglia della Juventus, che sembrano attizzare maggiormente la voracità delle zanzare.
- Omeopaticamente può esser utile utilizzare Psorinum 30CH per prepararsi ad eventuali contatti con l'insetto (una settimana circa prima di vivere in zone dove si prevede massiccia presenza di zanzare) e/o Ledum palustre 5CH durante i giorni di frequenza zanzarifera (3 pallini al dì).
- In alternativa e/o anche assieme diffondere nell'ambiente preparati a base di citronella e geranio, anche semplicemente le stesse piante in piena fioritura: il geranio è molto diffuso.
- Piantare e coltivare nel proprio giardino un albero di canfora (Cinnamomomum camphora)!
- Provare a spalmare sulla pelle una mistura di oli essenziali insetto-repellenti come il neem, la mentuccia (Mentha pulegium) e lo stesso geranio: gli oli esenziali no vanno applicati direttamente sulla pelle, bensì diluite poche gocce in un olio base come può esser quello di jojoba, di oliva, ma anche e soprattutto di girasole.
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venerdì 15 luglio 2011
Interessantissimo Video che illustra con chiarezza le cause di alcuni malanni dell'uomo moderno attuale!
So per fonte diretta ed attendibile, che già da anni in Giappone, ben prima di Fukushima, alcuni medici consigliavano alle madri di non allattare i propri figli: vedi il video che parla di sostanze tossiche che si immettono nell’ambiente ed attraverso l’ambiente su tutte le creatura viventi, uomo incluso. Svegliamoci!!!
mercoledì 29 giugno 2011
Kombucha, rinfrescantissima e corroborante bevanda estiva, ...anche!
Ormai già da qualche anno nella mia famiglia abbiamo un gradito ospite fisso, il Kombucha, chiamato anche "fungo russo" o "fungo cinese" o "fungo miracoloso", insomma con tanti altri nomi, mentre in pratica si tratta di una sostanza gelatinosa vivente simile alla cosiddetta "mara" dell'aceto, composta da lieviti e batteri vari simbioticamente agenti e non patogeni, che acquisisce e si nutre dello zucchero con cui abbiamo dolcificato il the, trasformando il complesso zucchero-thè in una bevanda dalle innumerevoli e sperimentate ottime qualità salutisttiche e naturali tra cui provate attività anti-candida, anti acne giovanile, attività detossinante, etc. etc., ma soprattutto bevanda piacevolmente acidula a frizzantina piena di sali minerali, veramente dissetante soprattutto se consumata fredda d'estate, meglio di una birra e/o di qualsiasi altra bevanda gasata industriale piena di zuccheri raffinati che alla fine ci costringono a bere ancor di più.
Qualche parola sulla sua storia intanto: il Kombucha è conosciuto e utilizzato in Oriente sin dall'antichità più lontana e poi si è diffuso in Europa attraverso il largo e consuetudinario utilizzo alimentare e salutistico che ne facevano in Russia e in Ucraina dove veniva chiamato chayniy grib, (чайный гриб - "fungo del the").
La sua preparazione è semplice, basta fare un po' di attenzione alle varie fasi, e soprattutto ...."amarlo"!
Una volta ottenuto anche come regalo il Kombucha, che in alcune parti del mondo è anche in vendita già come pronta bevanda all'utilizzo, si inizia usualmente preparando 2 litri di the, possibilmente the verde biologico (naturalmente anche altri tipi di the possono anche andar bene pur contenendo meno catecolamine e antiossidanti del te verde) in infusione post (quasi) bollitura circa per ogni litro 5/6 grammi o 4/5 bustine per 15 minuti, tolte queste si zucchera (gr.70 X litro), si mescola affinchè lo zucchero venga completamente disciolto e si lascia raffreddare sino a che il tè non arrivi a temperatura ambiente. A questo punto si versa il the possibilmente in un contenitore in vetro o acciaio e vi si adagia il Kombucha: mi raccomando la temperatura del the non deve essere calda e nemmeno tiepida! Si copre possibilmente con un tessuto protettivo che lasci passare ossigeno e si lascia così il preparato indicativamente per 8, 12 giorni in quanto più alta è la temperatura ambientale, più sarà veloce la fermentazione: a questo punto la bevanda si imbottiglia ricominciando il ciclo daccapo per una nuova bevanda. Ricordarsi di lasciare sempre un pochino del liquido di partenza per il fungo durante il periodo di latenza, ovvero finchè non viene preparato il nuovo tè: se il fungo viene lasciato così può durare qualche giorno, ma dopo più di 2 o 3 giorni può morire! E' consigliabile lasciar chiusa la bottiglia ancora per un paio di giorni in modo che i lieviti presenti fermentino ancora un po' lasciando la bibita leggermente e piacevolmente frizzantina (nel Veneto esiste un giovane vinello frizzantino chiamato "torbolino" che può benissimo esser preso a paragone di questa ottima e naturale bibita).
Il kombucha si riproduce a strati e prende la forma del contenitore in cui è immerso, anzi in cui usualmente galleggia mostrando la sua parte esposta, e dopo un po' funge come da tappo sull'intera superficie del contenitore. Quando inizia a essere troppo grande lo spessore stratificato, lo si può scindere regalandone una parte in segno usuale d'amicizia e così via. E ora buona bevuta!!! Ottimo la mattina a stomaco vuoto, perchè i batteri contenuti nel kombucha sono anche simbiotici e colonizzatori del nostro intestino aumentando in generale le capacità immunitarie dell'organismo: sperimentato!
domenica 26 giugno 2011
Estate, tempo di vacanze e di profumi: oli essenziali al nostro servizio per curare la pannicolopatia.
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| boccette di oli essenziali |
Siamo entrati da pochi giorni in piena Estate, la stagione del Sole, la stagione della maturazione, del caldo e degli odori pieni e fluenti emanati dalle piante, in definitiva del ritrovato, si spera, contatto con la natura!
E quanto c’è di più stupendamente profumato e fragrante di piante e fiori freschi irrorati e scaldati dalla luce del sole estivo?
Ed a proposito di questo, anzi collegandomi al mondo delle piante, al mondo vegetale, che accennerò ai cosiddetti oli essenziali (OE) che sono dei concentrati profumati di tutte le essenze e le proprietà aromatiche e biologiche delle piante generalmente fresche (in certi casi preventivamente essiccate) prodotti con vari procedimenti dall’uomo (in genere distillazione in corrente di vapore o spremitura delle bucce per gli agrumi), ed il cui utilizzo si fa risalire niente meno che a Ippocrate.
Sono dei concentrati talmente densi che in certi casi per ottenere10 ml di un determinato olio essenziale ci vogliono un quintale di foglie o fiori di quella determinata pianta, e questo giustifica a volte i prezzi alti che hanno alcuni di questi preparati se sono veramente tali (vedi Oe di rosa, di gelsomino o di camomilla per esempio il cui costo può superare i 20 euro per 1 solo ml!).
Quando parlo di oli essenziali, intendo quelli puri, non contraffatti, non sintetici, quelli naturali che solo certe ditte riescono a produrre senza mischiarli con oli di piante meno dotate di determinati principi attivi che solo oli esenziali ricavati da piante aromatiche della farmacopea ufficiale possono avere.
Parlo quindi di oli essenziali puri e naturali, non di essenze, di profumi o di acque profumate che utilizzano gli OE e li diluiscono trasformandoli in altri tipi di sostanze.
A questo riguardo una delle case produttrici veramente affidabile si trova in Francia dove vi è una tradizione ed una cultura dell’aromaterapia e dell’aromacologia che poi si è diffusa in tutta Europa e nel mondo intero ed è quella che prende origine dal dott. Gattefossè e che presto trovò applicazioni salutistiche e estetistiche con le successive ricerche del dott. Jean Valnet.
L’Italia, paese tipicamente mediterraneo esposto per parecchi mesi dell’anno al sole, al mare e ai venti sia marini che alpini, proprio perché anche posizionato da nord a sud in diverse latitudini, è ricchissimo di una variegata e numerosa flora che solo in questi ultimi anni viene utilizzata per la produzione endogena degli oli essenziali: è una gran fortuna, un grande patrimonio per noi e per la nostra terra che dobbiamo saper apprezzare, sviluppare e di cui possiamo trarre giovamento.
In fitoterapia gli OE vengono utilizzati in varie maniere, ma soprattutto per inalazioni e per uso esterno a contatto con la pelle, raramente e in minime quantità attraverso la loro ingurgitazione (o meglio per assorbimento sublinguale) essendo spesso irritanti se non addirittura tossici.
Qui mi soffermerò solo su alcuni OE famosi e facilmente reperibili sul mercato e che hanno tra le loro possibili e sperimentate applicazioni anche una buona influenza nel trattamento della pannicolopatia (comunemente definita cellulite) cui ho accennato nell’articolo http://salusvitae.blogspot.com/2011/06/la-cellulite-ovvero-la-pefs-dal-punto.html .
In questo caso comunque parleremo di applicazioni cutanee attraverso il massaggio sulle zone da trattare con, per esempio, un normalissimo olio di girasole di utilizzo culinario (magari biologico) in cui verranno emulsionate facilmente una quantità di gocce di oli essenziali (che hanno proprietà lipofile) attorno al 3% della quantità dell’olio da massaggio: ho consigliato olio di girasole perché ha meno odore di un olio d’oliva ed è più leggero, ma si possono utilizzare anche altri oli adatti al massaggio come quello di jojoba, di mandorle dolci o di avocado per esempio. In pratica 100 ml di olio già pronto all’utilizzo conterranno 97 ml di olio di girasole e 3 ml di o.e. (1 ml corrisponde a circa 15/16 gocce erogate da un normale contagocce).
Gli oli essenziali, essendo costituiti da molecole estremamente piccole e aromatiche, facilmente diffondentesi nell’aria, hanno pure una enorme capacità di diffusione attraverso la pelle da cui passano velocemente verso tutti i tessuti entrando nelle circolazioni sanguigna e linfatica e raggiungendo gli organi interni del corpo umano di cui ognuno ha la sua preferenza (o tropismo).
Il fatto che vengano chiamati oli non vuol dire che assomiglino per consistenza agli oli grassi da noi tutti comunemente conosciuti: se per esempio ne versiamo qualche goccia su di un tessuto o un foglio di carta, a differenza dei normali oli, si espandono immediatamente e velocemente non lasciando alcun residuo di grasso (e questa è una proprietà che solo quelli autentici hanno per cui è un ottimo sistema per poterli riconoscere!).
Iniziamo con l’o.e. di alloro pianta utilizzata sin dall’antichità anche in preparazioni sia medicinali che culinarie date le sua ottime proprietà antisettiche, anticatarrali, eupeptiche, sedative e stimolanti la digestione e l’appetito: nel caso della pannicolopatia l’o.e. di alloro ha proprietà riscaldanti, favorisce la vasodilatazione dei vasi sanguigni e ha un’azione rilassante e antispasmodica decontratturando le fibre nervose che avvolgono i vasi capillari il che tutto sommato agevola il passaggio più fluido dei cataboliti attraverso il sistema venoso e linfatico.
Andando per ordine alfabetico altro O.E. utile per la pannicolopatia è quello di cannella, anche questa pianta conosciuta anticamente soprattutto in Oriente per le sue qualità culinarie ed erboristiche di favorire la digestione ed essere utilizzato in caso di raffreddori, influenze e reumatismi: nella pannicolopatia l’o.e. di cannella opportunamente disciolto in minime quantità in un olio vettore come indicato in precedenza (e non applicato immediatamente sulla pelle: questo vale per quasi tutti gli oli essenziali), oltre ad avere accentuate proprietà antisettiche e astringenti, ha proprietà spasmolitiche e stimolanti sul tessuto lasso del derma e della muscolatura delle zone trattate, favorendo una riattivazione dei tessuti “stanchi” e della stanchezza anche psicologica in generale.
Arriviamo ad uno degli OE più essenziali e completi nel trattamento della pannicolopatia e dell’obesità in generale, ovvero la menta piperita: anche questa pianta è conosciutissima fin dall’antichità per essere utilizzata in campi culinari e terapeutici per problemi digestivi, nausea, coliche intestinali, cefalea, mal di gola, raffreddore e crampi in generale.
Oltre alle numerosissime altre applicazioni in cui può essere utilizzato, l’o.e. di menta piperita
nella pannicolopatia può avere utilizzo analgesico e lenitivo e soprattutto fa apportare e assimilare ossigeno ai tessuti coinvolti in modo tale da ossidare le macromolecole dei detriti che non passano attraverso il torrente venoso e linfatico per essere poi eliminati anche attraverso lo stesso sudore.
Avendo poi un tropismo d’elezione verso il fegato (epatostimolante), l’o.e. di menta piperita va anche alla radice del problema della pannicolopatia come indicato sempre nel mio articolo precedente (http://salusvitae.blogspot.com/2011/06/la-cellulite-ovvero-la-pefs-dal-punto.html).
Altra pianta principe conosciutissima in ambito culinario e non solo è il rosmarino, mezzo di contrasto a varie malattie infettive, riequilibrante intestinale, favorente il metabolismo dei grassi e rimedio anche di disturbi nervosi (quale anche la depressione) in quanto è un grande tonico rivitalizzante.
L’o.e. di rosmarino nella pannicolopatia ha in sostanza le stesse prerogative dell’o.e. di menta piperita di cui è sinergico accentuandone ed esaltandone l’attività soprattutto a livello epatico, suo organo di tropismo elettivo. In più è anche stimolante la circolazione sanguigna e linfatica periferiche contrastando la ritenzione idrica, insomma migliora il drenaggio e lo smaltimento dei rifiuti tossinici.
Questi 4 oli che ho menzionato possono essere validamente utilizzati assieme per potenziarne sinergicamente gli effetti, e la loro azione può ancor più essere accentuata dall’o.e. di lavanda che possiede la proprietà di far aumentare gli effetti di qualsiasi altro olio essenziale (mentre l’o.e. di cedro ha gli effetti opposti moderando gli esiti degli altri oli essenziali).
Vi sono anche altri 4 o.e. che possono integrare o sostituire i 4 che ho nominato (alloro, cannella, menta piperita e rosmarino) e sono quelli di origano, cipresso, basilico e limone, ma per il momento mi soffermo su questi i cui effetti conosco meglio e i cui prezzi in totale sono leggermente inferiori.
Un’aggiunta: è sempre bene utilizzare un olio essenziale di cui in quel dato momento ci piace di più
l’odore e la fragranza, in quanto è attraverso il nostro sistema olfattivo che abbiamo sensazioni piacevoli che già emotivamente ci appagano e migliorano già il nostro stato mentale.
Ed ora buon bagno e/o automassaggio (meglio se effettuato dal nostro partner…), e pronti per andare al mare con un più asciutto girovita e/o con glutei e cosce più sodi e più belli!
domenica 19 giugno 2011
La cellulite ovvero la PEFS dal punto di vista naturopatico
Stimolato dall'articolo estremamente preciso e circostanziato dell'amico diet coach Giulio Maria Coniglio (La cellulite questa sconosciuta?) con cui collaboro da anni nel campo della promozione di corretti stili di vita, mi accingo in questo post ad aggiungere qualcosa sul tema della cosiddetta cellulite chiamata scientificamente pannicolopatia edematofibrosclerotica, il che è tutto dire per definire questa che può considerarsi un'autentica patologia causata da errati stili di vita in questa società moderna dell'abbondanza e della ricerca di una perfezione estetica quasi del tutto d'immagine e formale. Si tratta di una debolezza del tessuto connettivo, fenomeno assurto alla moda in tempi recenti in quanto in epoche precedenti non si attribuiva affatto a questo accumulo di tessuto adiposo un valore patologico, bensì un dato appartenente alla normale fisiologia (soprattutto) femminile di cui quasi costituiva canone di bellezza. Collegato al sovrappeso e poi in gradi maggiori anche all'obesità, a livello archetipicamente femminile la "cellulite", il tessuto molle adiposo, rispecchiano la cedevolezza, il lasciarsi andare intimo proprio di un certo modo di vivere archetipicamente muliebre portato all'accumulo di materia e di pienezza status simbol propri di abbondanza e di ricchezza. Al contrario in un certo senso il voler contrastare la cellulite che abbisogna di una perdita di peso, perdita di materia, del non arrendersi, del muoversi per tonificarsi implica il voler partecipare attivamente alla vita sia fisicamnete che mentalmente, in maniera archetipicamente più maschile.
Come anche ricordato nel post di Giulio la pannicolopatiaedematofibrosclerotica può avere diverse cause eziopatogenetiche: disturbi circolatori, stati infiammatori, insufficiente attività degli organi emuntori, problematiche ormonali e costituzionali (iperpancreatismo, iperinsulinismo e anabolismo), stress psico emozionale, vita sedentaria, abuso di farmaci (vedi cortisone e contracettivi) ed errori dietetici (per esempio, le calorie specie di grassi e carboidrati: se assunte al mattino lipolisi, se assunte di sera lipogenesi).
La cellulite in sè non è una infiammazione vera e propria, ma un accumulo di tossine nel tessuto connettivale (o interstiziale che dir si voglia) con adiposità localizzata da cui deriva una modificazione della composizione e della struttura del medesimo e delle struture adiacenti ovvero delle cellule adipose (cellule che hanno sia funzione protettiva e di resistenza alla pressione, che di accumulo di ingenti riserve nutritive di cui si avrebbe un continuio e rapido turn over), dei vasi sanguigni e linfatici (dediti al trasporto e allo scambio di ossigeno, materiale nutritizio, cataboliti, acqua) e del sistema nervoso che controlla questi vasi.
A prescindere da questa analisi archetipale e da questo quadro di riferimento, la PEFS è soprattutto una disfunzione del microcircolo sanguigno e linfatico, dovuto all'intasamento della pelle successivo all'intasamento del fegato, in quanto il fegato immette nella circolazione sanguigna i prodotti del suo metabolismo lipidico: oltre il 90% dei grassi si deposita nel tessuto adiposo, ed il digiuno, il diabete, la gravidanza e una dieta tropppo ricca di grassi e continuata provocano un eccessivo accumulo di grassi per cui, specie nell'età adulta si può assistere a forme di obesità prevalentemente ipertrofica cioè maggior volume degli adipociti con conseguenti destabilizzazioni dei tessuti circostanti (aggregazione eritrocitaria, fanghiglia, sludge etc. etc.) come già precedentemente menzionato, il tutto condito con un diminuito apporto di ossigeno.
Il fegato e la pelle sono 2 organi emuntori e la pelle vicaria ciò che il fegato non è più in grado di filtrare, per cui se anche la pelle non butta fuori tutte le sostanze di rifiuto cellulare (cataboliti) e le tossine, le mette in "dispensa" nelle fibre reticolari attorno agli adipociti impacchettandole sempre più e questi rifiuti rimangono lì perchè il gioco pressorio del microcircolo regolato dalla legge di Starling non funziona più. In parole più semplici l'interstizio periferico dove avvengono gli scambi di materie nutritizie, di rifiuti cellulari e di acqua trasmessi via sangue tra arterie, vene e sistema linfatico viene intasato, si formano delle grosse molecole (macromolecole) composte da acqua, da mucopolisaccardi e da cataboliti che non riescono più a entrare più nel circolo venoso e linfatico per essere successivamente eliminate: qui si formano anche o gli edemi dovuti al fatto che anche gli eritrociti (i globuli rossi) in questa situazuione di ingolfamento si accavallano rendendo la circolazione sanguigna più lenta e problematica, o i cosiddetti shunt artero-venosi perchè il sangue deve fluire ugualmente per cui la corrente sanguigna va a bucare venule più distali provocando minispasmi nervosi e quindi interessando anche il Sistema nervoso: tutto è interconnesso!
Aldilà della corretta diagnosi dei 4 stadi evolutivi della PEFS che dobbiamo saper riconoscere anche con semplici pinch test e con l'esame visivo sia in posizione eretta che supina, in generale possiamo partire dalla considerazione che la PEFS è una microangiopatia, ma dobbiamo valutare che tutte le alterazioni sempre nascono dall'insieme del particolare individuo che ci troviamo di fronte e i trattamenti in ogni caso debbono essere multidisciplinari e si basano principalmente su alimentazione, respirazione, movimento, drenaggio linfatico manuale (metodo Vodder), trattamento topico e fitoderivato (oli essenziali).
All'alimentazione, oltre a quanto già illustrato da Giulio possiamo aggiungere l'utilizzo dell'agar agar o Kanten come viene chiamato in Giappone il cui utilizzo nelle preparazioni alimentari è consueto sin dal 1.700, e può essere versatilmente utilizzato anche nelle nostre preparazioni culinarie: è ricavato da un'alga il gelidium cartilagineum ovvero l'alga rossa che lavora molto bene sul metabolismo dei grassi (l'industria utilizza tale alga e il suo principio attivo, rhodisterolo, anche proprio come crema o gel cosmetici preparati ad uso topico per obesità localizzate e quindi per le problematiche da me trattate).
Per quanto riguarda l'utilizzo dell'acqua, non è consigliato di bere sempre e comunque tanto anche aldilà del fabbisogno giornaliero, in quanto l'acqua, proprio per le problematiche del microicircolo di cui si è dinanzi accennato (acqua che si lega ai mucopolisaccaridi e ai cataboliti), può anche ulteriormente aggravare la situazione PEFS: per le acque bisogna scegliere certamente acque ricche di sali minerali che interagiscano con l'intestino e con il fegato favorendone la funzionalità e non semplicemente acque oligominerali che il più delle volte sono solamente e puramente diuretiche, magari alternare i tipi di acqua può andare senz'altro meglio.
C'è anche da dire che, essendo la pelle un organo vivente, dotato di proprie funzioni e attitudini, l'acqua può anche essere portata dall'esterno nel caso della PEFS per pulire gli interstizi, attraverso l'utilizzo di un liquido fisiotonico ipotonico che entri nelle membrane semipermeabili della pelle (al massimo al 4 x 1000, dato che la pelle ha una salinità del 6x1000), e questo fa parte del trattamento topico di lavaggio e "sciacquo" alternato all'utilizzo di oli essenziali in particolare di una associazione di menta, alloro, rosmarino, origano e cannella (applicazioni locali attraverso oli essenziali diffusi nel bagno del pediluvio preferibilmente mattutino per esempio) che scaldano e fanno bruciare i cataboliti e fanno sfruttare bene l'ossigeno a disposizione per ossidarli e poi eliminarli attraverso il lavaggio summenzionato: l'alternanza di queste 2 azioni non invasive permette se associato a regimi dietetici generalmente ipolipidici, ipoproteici e ricchi in carboidrati integrali, non raffinati e a fibre vegetali, oltre naturalmente ad un costante impegno ginnico e respiratorio (aerobico moderato in ambienti molto ossigenanti e non umidi!), a ridurre e ridimensionare gli inestetismi prodotti dalla PEFS.
Aggiungo che nel ciclo circadiano i momenti più propizi di idratazione della pella per coadiuvare al lavaggio e il trasporto dei cataboliti sono tra le 7 e le 8, dalle 14 alle 15, e tra le 21 e le 22.
Henry Bernard inquadrò la PEFS in una cornice di reticoloendoteliosi cronica (diatesi sicotica) caratterizzata dall'invecchiamento dell'organismo per diminuzioni delle eliminazioni centrifughe.
Come anche ricordato nel post di Giulio la pannicolopatiaedematofibrosclerotica può avere diverse cause eziopatogenetiche: disturbi circolatori, stati infiammatori, insufficiente attività degli organi emuntori, problematiche ormonali e costituzionali (iperpancreatismo, iperinsulinismo e anabolismo), stress psico emozionale, vita sedentaria, abuso di farmaci (vedi cortisone e contracettivi) ed errori dietetici (per esempio, le calorie specie di grassi e carboidrati: se assunte al mattino lipolisi, se assunte di sera lipogenesi).
La cellulite in sè non è una infiammazione vera e propria, ma un accumulo di tossine nel tessuto connettivale (o interstiziale che dir si voglia) con adiposità localizzata da cui deriva una modificazione della composizione e della struttura del medesimo e delle struture adiacenti ovvero delle cellule adipose (cellule che hanno sia funzione protettiva e di resistenza alla pressione, che di accumulo di ingenti riserve nutritive di cui si avrebbe un continuio e rapido turn over), dei vasi sanguigni e linfatici (dediti al trasporto e allo scambio di ossigeno, materiale nutritizio, cataboliti, acqua) e del sistema nervoso che controlla questi vasi.
A prescindere da questa analisi archetipale e da questo quadro di riferimento, la PEFS è soprattutto una disfunzione del microcircolo sanguigno e linfatico, dovuto all'intasamento della pelle successivo all'intasamento del fegato, in quanto il fegato immette nella circolazione sanguigna i prodotti del suo metabolismo lipidico: oltre il 90% dei grassi si deposita nel tessuto adiposo, ed il digiuno, il diabete, la gravidanza e una dieta tropppo ricca di grassi e continuata provocano un eccessivo accumulo di grassi per cui, specie nell'età adulta si può assistere a forme di obesità prevalentemente ipertrofica cioè maggior volume degli adipociti con conseguenti destabilizzazioni dei tessuti circostanti (aggregazione eritrocitaria, fanghiglia, sludge etc. etc.) come già precedentemente menzionato, il tutto condito con un diminuito apporto di ossigeno.
Il fegato e la pelle sono 2 organi emuntori e la pelle vicaria ciò che il fegato non è più in grado di filtrare, per cui se anche la pelle non butta fuori tutte le sostanze di rifiuto cellulare (cataboliti) e le tossine, le mette in "dispensa" nelle fibre reticolari attorno agli adipociti impacchettandole sempre più e questi rifiuti rimangono lì perchè il gioco pressorio del microcircolo regolato dalla legge di Starling non funziona più. In parole più semplici l'interstizio periferico dove avvengono gli scambi di materie nutritizie, di rifiuti cellulari e di acqua trasmessi via sangue tra arterie, vene e sistema linfatico viene intasato, si formano delle grosse molecole (macromolecole) composte da acqua, da mucopolisaccardi e da cataboliti che non riescono più a entrare più nel circolo venoso e linfatico per essere successivamente eliminate: qui si formano anche o gli edemi dovuti al fatto che anche gli eritrociti (i globuli rossi) in questa situazuione di ingolfamento si accavallano rendendo la circolazione sanguigna più lenta e problematica, o i cosiddetti shunt artero-venosi perchè il sangue deve fluire ugualmente per cui la corrente sanguigna va a bucare venule più distali provocando minispasmi nervosi e quindi interessando anche il Sistema nervoso: tutto è interconnesso!
Aldilà della corretta diagnosi dei 4 stadi evolutivi della PEFS che dobbiamo saper riconoscere anche con semplici pinch test e con l'esame visivo sia in posizione eretta che supina, in generale possiamo partire dalla considerazione che la PEFS è una microangiopatia, ma dobbiamo valutare che tutte le alterazioni sempre nascono dall'insieme del particolare individuo che ci troviamo di fronte e i trattamenti in ogni caso debbono essere multidisciplinari e si basano principalmente su alimentazione, respirazione, movimento, drenaggio linfatico manuale (metodo Vodder), trattamento topico e fitoderivato (oli essenziali).
All'alimentazione, oltre a quanto già illustrato da Giulio possiamo aggiungere l'utilizzo dell'agar agar o Kanten come viene chiamato in Giappone il cui utilizzo nelle preparazioni alimentari è consueto sin dal 1.700, e può essere versatilmente utilizzato anche nelle nostre preparazioni culinarie: è ricavato da un'alga il gelidium cartilagineum ovvero l'alga rossa che lavora molto bene sul metabolismo dei grassi (l'industria utilizza tale alga e il suo principio attivo, rhodisterolo, anche proprio come crema o gel cosmetici preparati ad uso topico per obesità localizzate e quindi per le problematiche da me trattate).
Per quanto riguarda l'utilizzo dell'acqua, non è consigliato di bere sempre e comunque tanto anche aldilà del fabbisogno giornaliero, in quanto l'acqua, proprio per le problematiche del microicircolo di cui si è dinanzi accennato (acqua che si lega ai mucopolisaccaridi e ai cataboliti), può anche ulteriormente aggravare la situazione PEFS: per le acque bisogna scegliere certamente acque ricche di sali minerali che interagiscano con l'intestino e con il fegato favorendone la funzionalità e non semplicemente acque oligominerali che il più delle volte sono solamente e puramente diuretiche, magari alternare i tipi di acqua può andare senz'altro meglio.
C'è anche da dire che, essendo la pelle un organo vivente, dotato di proprie funzioni e attitudini, l'acqua può anche essere portata dall'esterno nel caso della PEFS per pulire gli interstizi, attraverso l'utilizzo di un liquido fisiotonico ipotonico che entri nelle membrane semipermeabili della pelle (al massimo al 4 x 1000, dato che la pelle ha una salinità del 6x1000), e questo fa parte del trattamento topico di lavaggio e "sciacquo" alternato all'utilizzo di oli essenziali in particolare di una associazione di menta, alloro, rosmarino, origano e cannella (applicazioni locali attraverso oli essenziali diffusi nel bagno del pediluvio preferibilmente mattutino per esempio) che scaldano e fanno bruciare i cataboliti e fanno sfruttare bene l'ossigeno a disposizione per ossidarli e poi eliminarli attraverso il lavaggio summenzionato: l'alternanza di queste 2 azioni non invasive permette se associato a regimi dietetici generalmente ipolipidici, ipoproteici e ricchi in carboidrati integrali, non raffinati e a fibre vegetali, oltre naturalmente ad un costante impegno ginnico e respiratorio (aerobico moderato in ambienti molto ossigenanti e non umidi!), a ridurre e ridimensionare gli inestetismi prodotti dalla PEFS.
Aggiungo che nel ciclo circadiano i momenti più propizi di idratazione della pella per coadiuvare al lavaggio e il trasporto dei cataboliti sono tra le 7 e le 8, dalle 14 alle 15, e tra le 21 e le 22.
Henry Bernard inquadrò la PEFS in una cornice di reticoloendoteliosi cronica (diatesi sicotica) caratterizzata dall'invecchiamento dell'organismo per diminuzioni delle eliminazioni centrifughe.
Se si vogliono eliminare gli inestetismi provocati dalla PEFS lo si può fare anche attraverso la liposuzione, tenendo però conto che oltre agli adipiociti si portano via anche vasi sanguigni, linfatici e venosi e che quindi il problema se non si seguono norme di elementare e cosciente igiene alimentare e di stili di vita appropriati le problematiche si potranno a tempi brevi ripresentare: ogni inestetismo è sintomo e segnale di qualcosa come abbiamo accennato all'inizio; si può tenere sotto controllo un problema e conviverci, non risolvere un modo di essere!
lunedì 28 marzo 2011
Pubblicazione da scaricare gratuitamente: considerazioni naturopatiche su nutrimento con piacere.
Pubblicazione informativa e divulgativa circa un approccio piacevole ad una sana e corretta alimentazione dal punto di vista naturopatico: clicca sull'immagine a destra della copertina per scaricare l'opuscolo
Nutrirsi?...Con piacere! by Vito Simi de Burgis is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia License.
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