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venerdì 28 giugno 2013

Un interessante incontro con il Diet Coach Giulio Maria Coniglio

Un interessante incontro, una testiomonianza più che altro, del lavoro del Diet Coach Giulio Maria Coniglio su alimentazione ed in particolar modo sugli additivi alimentari nell'industria e nella grande distribuzione alimentare: loro normative Europee e possibili conseguenze sulla salute dei consumatori; nel seguente video registrato a Venezia presso la Casa dei Mori viene ripreso l'intero incontro.

lunedì 20 febbraio 2012

Riso e broccoli, ma con gusto!



Siamo ancora in Inverno e soprattutto in questi ultimi giorni il tempo è stato spesso inclemente, per cui nell'alimentazione quanto c'è di meglio se non consumare una pianta/verdura tipica di questa stagione e soprattutto proveniente dai climi freddi Europei sin dall'antichità? Cosicchè questa volta propongo un piatto alquanto nutrizionalmente completo e con ingredienti di stagione. Partiamo dai carboidrati, dal riso, meglio se integrale e da agricoltura biologica naturalmente lessato con un pizzico di sale; assieme a questo, dei broccoli (appunto verdura di stagione autunnale invernale) cotti al vapore, ma non stracotti, ancora fragranti per mantenere il più possibile intatte le ottime qualità nutrizionali di questo ortaggio facente parte delle Crucifere di cui fan parte anche i cavoli e le verze: se si utilizzasse questa pianta fresca senza cuocerla si avrebbe un'ottima quantità e qualità di vitamina C che putroppo va quasi totalmente persa con la cottura, mentre invece rimagono quasi inalterate altre sue proprietà nutrizionali essendo ricco di fibre solubili nonchè di vitamine A e del gruppo B e soprattutto di sali minerali di fosforo, calcio e zolfo, quindi proprietà rimineralizzanti e antisettiche, nonchè usualmente protettori delle mucose (ottimi alimenti in caso di ulcere per esempio, meglio se crudi). In antichità, i Romani consideravano i cavoli e le crucifere della panacee per tutti i mali, ottimo anche su ferite in uso esterno come cicatrizzanti e come ricostituente se mangiati crudi; in periodi più recenti la verza e i cavoli erano usati dai marinai nelle lunghe navigazioni per sconfiggere ed attenuare lo scorbuto dovuto appunto a carenze di vitamina C!
Comunque ritorniamo al piatto e passiamo al condimento, ai grassi o lipidi per dare maggior piacere al palato e consistenza gustosa al piatto: oggi ho preparato una salsa che chiamerò "salsa gialla" per il suo colore, preparata prendendo spunto dall'idea della maionese o da quella che mi sembra venga chiamata "salsa Olandese".
Ebbene ecco la mia ricetta improvvisata per questa "salsa gialla": ho spremuto quasi un limone intero mescolandolo a 2 cucchiai colmi di aceto di mele e a 2 prese di sale; ho fatto ridurre questo composto su un piccolo fuoco per qualche minuto; l'ho lasciato raffreddare e quindi vi ho aggiunto 2 tuorli d'uovo fresco almalgamando il tutto con una frusta; quindi ho rimesso a bagnomaria tale composto aggiungendovi piano piano sempre mescolando con la frusta, tre cucchiai colmi di olio extra-vergine d'oliva che a sua volta avevo emulsionato assieme a del latte di capra fresco (mezzo bicchiere che assieme all'olio riempiva poco meno di un semplice bicchiere d'acqua di 100ml circa): sempre sbattendo tale composto bagnomaria su di un recipiente ho ottenuto una "salsa gialla" di consistenza cremosa che ancora tiepida ho versato sui broccoli, et voilà ecco nella foto il piatto al completo! Tengo a precisare che le dosi per la salsa sono per il condimento di almeno due o tre piatti...!

giovedì 26 gennaio 2012

Evocazioni psicologiche e simboliche cibarie


A corollario del mio precedente articolo (Alimentazione e vita emotiva: iniziamo dai neonati)propongo questo approfondimento:
durante la crescita sin da bambino l’individuo assegna al cibo significati e valori differenti condizionati e influenzati anche dall’ambiente in cui si vive, atteggiamenti e comportamenti verso i cibi e l’alimentazione che poi si ripercuotono e si stabilizzano nell’età adulta influendo sulle scelte alimentari e sul modo di vivere dell’individuo in questione, dando luogo spesso a compensazioni non proprio salutari.
Fattori influenzanti, oltre a quelli ambientali come condizionamenti dovuti a pratiche religiose, a tradizioni proprie di quei luoghi in cui si vive, alla disponibilità dei cibi geograficamente intesa, alla pubblicità e alle mode stesse e all’ambiente ed educazione scolastica e familiare impartita, sono anche valori che individualmente attribuiamo ai cibi attraverso propri nostri gusti personali, il proprio vissuto e le proprie esperienze.
Ciascun individuo ha come propria consapevolezza che il cibo possiede la qualità intrinseca di placare la fame, o meglio l’appetito, ma il più delle volte egli non sa che tale specifico cibo nella vita ha la capacità di rivelare anche i suoi più intimi bisogni psicologici e le risposte agli stress della propria vita: in alcune situazioni di tensione, di ansietà, emergono desideri e golosità varie come tentativo di riempire quella sensazione di vuoto che l’ansietà stessa ci causa e ci produce.
Molte volte rispondiamo a un’emozione a una situazione di vita mangiando quel determinato cibo che “pensiamo” o sentiamo adatto a quel momento, oppure al contrario manifestiamo un’avversione verso un cibo che invece usualmente consumiamo e ci piace.
Nell’essere umano, a differenza di tutte le altre specie di animali si concretizza dunque una speciale neofobia e neofilia nell’alimentazione che a volte ci rende difficile il compito di gestire le scelte per la nostra alimentazione specie se inserito in un più ampio quadro di riferimento: il cosiddetto “dilemma dell’onnivoro” descritto da Rozin e Pollan.
Aldilà delle scelte più o meno razionalistiche che poi ogni individuo compie rispetto alla propria alimentazione, alcuni studiosi hanno cercato di fare una classificazione emotiva tra i vari cibi e li hanno distinti in categorie che grossolanamente cito e che comunque riguardano più che altro il mondo Occidentale:
· Cibi che provocano effetti di sicurezza e rassicurazione emotiva: soprattutto il latte, i suoi derivati e pane e cereali;
· Cibi che danno sensazioni di potere, di forza, di vigore, energizzanti e con ancestrali virtù magico-feticistiche: soprattutto carne cruda o cotta al sangue come bistecche e cacciagione;
· Cibi collegati a sensazioni di ricompensa e/o di svago: cioccolata, caramelle e dolciumi in genere, ma anche stuzzichini e patatine;
· Cibi associati a rituali e convivialità: caffè, the, ma anche il bere assieme vino e liquori;
· Cibi dotati di qualità di status symbol, esibizionistici: caviale, tartufi, ostriche e preparazioni esotiche e ricercate;
· Cibi a cui specie da bambini si iniziano a dare significati di disgusto e/o di non piacevolezza e comodità nell’assunzione: verdure, insalata, ma anche la pellicola del latte, le carote, il pesce per la difficoltà e la paura degli “spini” o l’odore;
· Cibi che vengono intesi come purificanti, non di uso comune: quelli di gusto amaro in generale e tisane varie.
Per concludere questo approfondimento sulle proprietà che psicologicamente vengono attribuite al cibo e attraverso il cibo a situazioni tipiche di vita, o anche a qualità riscontrabili empiricamente nei vari cibi, riporterò ora alcune frasi di uso comune e popolare che son simbolicamente attinenti al cibo ed al rapporto con esso, invitando i lettori di questo articolo ad aggiungerne altre di loro conoscenza e/o a commentare quelle qui menzionate:
buono come il pane; non mi va giù; avere sale in zucca; è il sale della vita; poca carne e molti frutti mandan via malanni e lutti; riso e fagioli fan crescere i figlioli; dolce come il miele; mi resta sullo stomaco; è una peperina; una mela al giorno toglie il medico di torno( anche la mela di Biancaneve…!); ti mangerei di baci; latte e datteri fan cibo completo; un uovo appena nato vale un ducato; è una notizia ghiotta; tutto fa brodo; il vino fa buon sangue; salvare capre e cavoli; c’entra come il cavolo a merenda; mangia aglio che non è uno sbaglio; le arance al mattino son oro in bocca, argento a mezzogiorno e piombo la sera; mangiare di mattino facilita il cammino; mangia come un re al mattino e come un mendicante la sera; gallina vecchia fa buon brodo; se non è zuppa è pan bagnato; omo de panza, omo de sostanza; tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino; l’appetito vien mangiando;…e per finire…… defecatio matutina bona tamquam medicina; defecatio meridiana neque bona neque sana; defecatio vespertina ducit hominem ad ruinam; ma io dico: defecatio matutina bona est quam serotina soprattutto se agognata…!

lunedì 16 gennaio 2012

Alimentazione e vita emotiva: iniziamo dai neonati



Considero questo un approfondimento ad un mio precedente articolo sul diet coaching: http://salusvitae.blogspot.com/2012/01/spunti-di-riflessione-su-di-un-nuovo.html
Ultimamente vi sono stati notevoli studi psicologici sull’interrelazione tra cibo e vita psico-emotiva che hanno condotto a delle risultanti che in qualche modo modificano alcune concezioni sull’alimentazione in genere, ed in particolare sulla condotta dietetica nel genere umano sia in alcuni malati e sia sull’interpretazione dei loro disturbi.
Lungi dall’addentrarmi in maniera specifica su tali disturbi e sulle malattie definite anche dai vari DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) dei disturbi alimentari conclamati come anoressia, bulimia etc. etc., visti anche i miei precedenti studi ed esami sostenuti in Psicologia dell’età evolutiva, mi interessa farne un resoconto per avere una panoramica generica ed iniziale sulle relazioni tra cibo ed essere umano che partono dalle prime esperienze che fa un neonato e che sono sostanzialmente due ovvero il mangiare ed il dormire.
E’ senz’altro l’esperienza del mangiare e del significato che assume in un essere neonato, che penso sia qui importante focalizzare l’attenzione, in quanto attraverso di essa il neonato non solo soddisfa il bisogno sostanziale ancora indifferenziato che per vivere e crescere bisogna nutrirsi, ma anche attraverso questa esperienza e di come e con quali modalità sarà soddisfatto il suo io egocentrico ed ancora indistinto, ricaverà quella sensazione di sicurezza dalla quale dipenderà se, per tutto il resto della sua vita, assocerà un senso di piacere al soddisfacimento dei suoi bisogni alimentari.
L’allattamento è un momento fondamentale, il primo incontro con la madre, primo persona importante e significativa della sua vita, e con questo allattamento iniziano anche le prime sensazioni ed esperienze emotive importanti della sua vita ovvero desiderio, voglia, gradimento, piacere oppure sofferenza, inquietudine, ostilità, rabbia, angoscia, frustrazione, insomma tutte quelle emozioni che poi si rifletteranno ed avranno ripercussioni nel futuro.
Nella madre che offre con amore e premura il nutrimento il neonato identificherà l’”oggetto buono”, quel “tramite” che costruirà nel suo io quel senso di fiducia, di sicurezza e quella sensazione di sentirsi desiderato e amato, mentre alla madre che già aveva mal accettato il suo stato di gravidanza o che per altri motivi contingenti o stati d’animo negativi si accinge con malavoglia all’atto dell’allattamento abbinerà viceversa l’”oggetto cattivo” che potrà suscitare nel neonato un senso di abbandono, di antipatia e di frustrazione: ne consegue che l’essere alimentato e l’essere amato costituiscono forse la più intima congiunzione nella sfera dell’esperienza, e tale identificazione simbolica tra cibo e affetto avrà la sua prima e più importante espressione sin dalla più tenera età.
C’è da dire che il neonato fino quasi ai due anni di vita ancora non distingue il suo io, se stesso, dall’altro, ovvero dalla madre, per cui quasi pretende che i suoi bisogni alimentari siano soddisfatti quando appena inizino a manifestarsi, vi è quindi una forma di egocentrismo arcaico che è opportuno tener presente per la successiva fase di strutturazione di un io indipendente e socializzante.
L’allattamento attraverso la suzione dà luogo ad un incorporamento che già da se placa l’ansia e l’inquietudine di un neonato, e questo è un fenomeno estremamente evidente di cui tutti noi genitori siamo stati spettatori e gestori in più di qualche occasione: la fame è la prima tensione emotiva che prova un neonato e questa ovviamente viene placata con l’assunzione del cibo che diventa la sua prima conquista, il suo primo possesso, anche qui da saper gestire da parte della mamma e dei genitori in genere: il mio personale consiglio è di, ovviamente con gradualità nel tempo, non cedere immediatamente alle prime avvisaglie e richieste del bambino, ma di lasciar sempre intercorrere qualche minuto, e dico minuto, non ore; è il primo atto educativo verso il riconoscimento dell’altro, la comprensione delle esigenze altrui, che fra l’altro può essere di stimolo ad un cercare di variare i comportamenti di richiesta da parte del neonato, con ovvie ripercussioni sul suo ulteriore sviluppo cognitivo differenziato!
Queste prime percezioni ed impressioni psichiche potranno maturare nell’infanzia dando luogo ai comportamenti ed agli atteggiamenti del bambino verso il cibo e non solo, in quanto la libido che da neonato mira a soddisfare pulsioni parziali e irruente di base, come il nutrimento, poi mirerà a soddisfare la pulsione sessuale dell'individuo, le pulsioni per la sopravvivenza e anche altre più evolute e integrate emotivamente a seconda dell’ambiente in cui si svilupperà l’individuo.
Quindi man mano che l’infante cresce si svilupperà anche la sua personalità più o meno indipendente e qui il ruolo dei genitori se sarà costrittivo nel cibo, tipo “devi mangiare questo che ti fa bene” oppure “devi mangiare tutto che sennò non cresci” etc. etc. potrà provocare nell’individuo sia un senso di dubbio verso l’amore dei genitori, sia un senso d’insicurezza che poi si potrà tradurre con l’associare al cibo ricordi più o meno sgradevoli: a questo punto ai vari cibi in questione potranno venire assegnati o significati di sostanza benefica e piacevole o saranno assimilati a elementi di repulsione e di protesta, con conseguenze che potranno essere drammaticamente vissute dall’individuo, con gravi ricadute sulla salute fisica e mentale stessa.
Per il momento con queste considerazioni chiudo qui ripromettendomi di approfondire ulteriormente il lato delle interconnessioni tra ambiente in cui si vive e psicologia e simbolismo del cibo.

domenica 25 dicembre 2011

In questi giorni un piatto ben augurante e sano: zuppa di lenticchie


Le lenticchie sono uno degli alimenti principali utilizzati nella cucina MedioOrientale e Indiana (il tipico dal piatto nazionale Indiano a base di lenticchie) con cui si può preparare una densa, consistente e saporita zuppa. Queste leguminose sono state coltivate e consumate anche nel bacino del Mediterraneo sin dall’antichità, provenendo comunque la pianta dal vicino Oriente. Erano già tanto apprezzate che secondo le Sacre Scritture Esaù vendette la sua primogenitura a Giacobbe per un piatto di lenticchie! Si dice che le lenticchie mangiate nell’ultimo giorno dell’anno portino guadagno nell’anno che viene, in ogni caso costituiscono un ottimo piatto proteico alternativo a carne ed insaccati da consumarsi possibilmente con regolarità durante tutto l’anno. Questi legumi sono anche un’ottima fonte di fibre e magnesio (oltre a ferro, potassio, calcio e fosforo) e sono anche i legumi più veloci da cuocere. Se poi accompagniamo questa zuppa con del pane o del riso e un’insalata, questo insieme diventa anche un pasto veramente completo. In una tipica giornata invernale fredda e umida, una zuppa come questa che mi accingo ad illustrare è un perfetto nutrimento per scaldare il corpo senza appesantirlo e sostentare l’anima nell’allegria delle feste Natalizie.
Le fibre solubili, trovate in grande quantità nelle lenticchie, formano come una specie di gel nel tratto intestinale che ingloba la bile contenente colesterolo che poi trascina fuori dal corpo; mentre le fibre insolubili, pur esse ottimamente presenti in questi legumi, provvedono alla formazione e all’ammassamento fecale aiutando a prevenire eventuali costipazioni. Proprio poco meno di una dose di 250 grammi di lenticchie ben cotte contiene più di 15 grammi di fibra alimentare e circa 230 calorie! Le lenticchie sono anche un’eccellente fonte del raro molibdeno (che si trova principalmente nelle cellule epatiche e favorisce il metabolismo di grassi e di zuccheri) e di folati (acido folico ovvero vitamina B9, essenziale per la crescita e lo sviluppo umano specie del sistema nervoso centrale, dei nervi del cervello che la B9 aiuta sia nella crescita sia nel suo regolare funzionamento. Sembra anche provato scientificamente che l’acido folico anche aiuti e protegge nel prevenire alcuni tumori come quello dei polmoni, del colon e della cervice uterina e soprattutto aiuti a contrastare il lento declino della memoria associato all’avanzamento dell’età. Questa zuppa che vi presento e vi consiglio, seppur modificabile secondo i vostri gusti, è ricca di vegetali quali carote, sedano, cipolle e pomodori, e un utilizzo continuo di tali verdure ricche di antiossidanti associate a queste proteine delle lenticchie aiuta anche ad evitare rischi cardiologici e cardiopatici.
Ingredienti per 5/6 persone:
Circa ½ kilo di lenticchie
3 carote
2 o 3 coste di sedano
1 bella cipolla grande
1 foglia d’alloro e del rosmarino
circa ½ kilo di pomodori freschi o pelati
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
Sale e pepe q.b.
Aceto di vostra preferenza opzionale
Istruzioni:
1. lavare e mettere a bagno le lenticchie per almeno 3 ore ben coperte in acqua fredda con una foglia d’alloro.
2. Mettere a cuocere le lenticchie in acqua fresca a fuoco medio/basso per circa 25 minuti finchè le lenticchie non diventino “al dente”.
3. Aggiungete le carote, il sedano e la cipolla e cuocete per altri 20 minuti circa parzialmente coperta finchè le carote non si siano intenerite.
4. Finalmente incorporate i pomodori pelati (o freschi ma prima schiacciati), l’olio d’oliva extra vergine, sale, pepe e un po’ di rosmarino e cuocete mescolando di tanto in tanto sempre a fuoco basso finchè non si formi una zuppa densa, cremosa e soffice: se necessario aggiungete acqua bollente per evitare che il contenuto si attacchi alla pentola.
5. Se vi piace addizionate un po’di aceto balsamico prima di servire.
Nutrienti approssimativi per porzione:

Calorie: 175.9
Proteine: 8.1 grammi
Lipidi: 5.8 grammi di cui 0,8 saturi, 3,8 monoinsaturi e 0,8 polinsaturi
Carboidrati: 25.2 grammi
Fibre: 8.7 grammi
Calcio: 61.9 mg
Magnesio: 44.2 mg
Poi Vitamine A, B9, C ed E
Ma soprattutto 0 colesterolo
Auguri e comunque godetevi qualsiasi cibo che vi piaccia in questo periodo!

venerdì 15 luglio 2011

Interessantissimo Video che illustra con chiarezza le cause di alcuni malanni dell'uomo moderno attuale!


So per fonte diretta ed attendibile, che già da anni in Giappone, ben prima di Fukushima, alcuni medici consigliavano alle madri di non allattare i propri figli: vedi il video che parla di sostanze tossiche che si immettono nell’ambiente ed attraverso l’ambiente su tutte le creatura viventi, uomo incluso. Svegliamoci!!!

giovedì 7 luglio 2011

Un'ottima tisana, corroborante e drenante


Un'ottima  e corroborante tisana con significativi effetti depurativi e drenanti, ma anche leggermente calmente il sistema nervoso, carminativa, rimineralizzante e protettiva delle mucose, un cucchiaino di ciascuna delle seguenti droghe in un quarto di litro d'acqua: semi di finocchio, malva, verbena odorosa e ortica, da bere possibilmente senza zucchero al mattino appena svegliati a digiuno, a magari da ripetere l'assunzione durante la giornata. I semi di finocchio vanno  già messi nell'acqua fredda, poco dopo anche la malva e infine dopo 2, 3 minuti dall'ebollizione anche ortica e verbena, quindi si lascia in infusione (con il contenitore coperto) per 15 minuti. Le tisane hanno un effetto soprattutto se si prolunga il loro temèpo di assunzione per almeno 6 mesi, e quindi, alla salute!

lunedì 20 giugno 2011

Sulla pannicolopatia edemato fibro sclerotica (volgo: cellulite)

Riprendendo quanto de me scritto nel post http://salusvitae.blogspot.com/2011/06/la-cellulite-ovvero-la-pefs-dal-punto.html integro tale articolo con poche ma delucidanti note riguardanti i 4 stadi in cui usualmente si manifesta tale inestetismo che colpisce in genere localmente alcune donne nella zona posteriore e laterale dei glutei e l’esterno delle cosce, mentre per gli uomini è più facile riscontrare tale inestetismo attorno al girovita.
In generale si va verso una evoluzione della P.E.F.S. in senso liposclerotico ovvero impaccamento progressivo dei lipidi (o grassi di deposito che dir si voglia) in sempre più ipertrofiche e sclerotiche (indurite) cellule adipose (adipociti) che usualmente si trovano a livello del tessuto connettivo sottocutaneo.
I 4 stadi possono anche essere autodiagnosticati da se stessi/e
Al 1° stadio la superficie cutanea si presenta liscia ad una ispezione sia ortostaticamente (in piedi) che in posizione supina, ma al pinch test (presa della pelle a mo di pizzicotto) risulta una costituzione della pelle simile alla superficie di un materasso: possono iniziare a prendere corpo degli edemi per cui il pinch test è già positivo al dolore.
Nel 2° stadio in posizione eretta la pelle inizia ad assumere  un aspetto più scabroso, aspetto “a materasso” ed in posizione supina si possono già evidenziare alcune zone con depressioni simili a crateri: qui si può riscontare già una alterazione del microcircolo ed una proliferazione di fibrille reticolari.
Nel 3° stadio la cute ha chiaramente i connotati della cosiddetta pelle a materasso sia in piedi che coricati supinamente: vi è una perdita di pastosità, tono ed elasticità della pelle, in pratica al 2° e 3° stadio si evidenziano delle vere e proprie deformazioni alla continuità usualmente liscia e tonica della pelle (dermopannicolosi deformans) in più nel 3° stadio alla palpazione si possono sentire già dei micronoduli isolati incapsulati da fibre reticolari già sclerotizzate.
Nel 4° stadio si notano già con la palpazione digitale delle formazioni macronodulose in quanto i noduli che prima erano isolati si sono accorpati; la pelle ora risulta ancor più calda in queste zone e una palpazione un po’ più forte può provocare senz’altro dolore acuto anche dopo aver lasciato la presa del pizzico, in quanto le fibre nervose sensitive vengono schiacciate dalle masse adipose ipertrofiche e indurite.
Riassumendo, la PEFS provoca una vera e propria alterazione del tessuto connettivo che fisiologicamente è importante anche perché contiene oltre i fibroblasti (ovvero le cellule che attraverso gli elementi nutritizi sintetizzano le varie fibre di sostegno dell’organismo) anche i macrofagi e i mastociti ovvero cellule specializzate del sistema immunitario.
I fenomeni che in questa alterazione dell’architettura del connettivo si possono riscontrare sono:
1.      un aumento del collagene che strozza e ingloba le cellule adipose,
2.      le fibre elastiche che vengono interrotte,
3.      i vasi sanguigni e linfatici che vengono congestionati e non permettono un buon drenaggio delle tossine,
4.      le terminazioni nervose che schiacciate iniziano a dare messaggi dolorosi.
La strategia terapeutica naturopatica e olistica deve essere soprattutto multidisciplinare iniziando da un regime alimentare che eviti un ulteriore sovraccarico tossico di origine alimentare (vedi per esempio eliminazione dei grassi idrogenati e quindi di tutti i gli alimenti conservati e preparati di origine industriale!) e da una concomitante azione drenante e detossinante (tisane, oli essenziali applicati localmente) che faccia aumentare e stimoli la funzionalità emuntoriale degli organi del corpo.
A livello mentale un ritrovato amore per se stessi ed un minor lasciarsi andare apaticamente e in maniera amorfa alla vita senza partecipazione attiva agli eventi.

lunedì 28 marzo 2011

Pubblicazione da scaricare gratuitamente: considerazioni naturopatiche su nutrimento con piacere.




Pubblicazione informativa e divulgativa circa un approccio piacevole ad una sana e corretta alimentazione dal punto di vista naturopatico: clicca sull'immagine a destra della copertina per scaricare l'opuscolo

Licenza Creative Commons


Nutrirsi?...Con piacere! by Vito Simi de Burgis is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia License.

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domenica 9 agosto 2009

26 settembre 2009 Iridologia e Alimentazione: Incontro informativo con me e il dott. Lucio Birello











Sabato 26 settembre 2009 dalle ore 9.30 alle ore 18.00 presso la sede dell'Azienda Agricola Biologica "Il Rosmarino" in via Pialoi 68 a Marcon - Venezia, io in qualità di Naturopata-Iridologo ed il dott. Lucio Birello, Iridologo ed esperto di Medicina Naturale di chiara fama Internazionale, terremo un incontro-convegno dal titolo "Negli occhi la chiave di lettura per una corretta ed adeguata alimentazione".
L'incontro è aperto a tutti i soci della Libera Associazione Culturale Seminati a.p.s. (
http://www.seminati.blogspot.com/) per 30 euro (pranzo vegetariano esemplificativo compreso): chi non fosse socio può ugualmente partecipare iscrivendosi all'Associazione (€10,00= in più valevole un anno) o versando una quota indicativa maggiorata di €5,00 (totale €35,00).


La giornata prevede:



  1. breve introduzione illustrativa di storia dell'Iridologia;

  2. panoramica su quello che è oggi l'iridologia, con i progressi raggiunti da tale scienza in vari campi e le sue sempre più numerose applicazioni;

  3. un approfondimento del rapporto tra lettura dell'iride e indicazioni alimentari e nutrizionistiche che i segni iridei possono indicare;

  4. verso le orev 13.00 break con pranzo vegetariano biologico indicativo di una più naturale alimentazione;

  5. continuazione dell'approfondimento tra iridologia e alimentazione;

  6. lettura di qualche iride sia con eventuali lenti con luce incorporata portate dai partecipanti sia con l'iridoscopio che metterò a disposizione per tale evento.

Qualche notizia sui 2 relatori:


Il dott. Lucio Birello, medico chirurgo diplomato pure in Omeopatia, Fitoterapia e Medicina Tradizionale Cinese, fa parte del Comitato direttivo dell'Associazione Iridologica Italiana. E' docente di Iridologia e specializzazione presso la Scuola Italiana di Medicina Olistica e presso altre Scuole e Università Italiane ed Europee ed è autore di molti lavori ed articoli su rivsiste specializzate nonchè ha pubblicato tra l'altro "Iridologia di base", "Iridologia del Profondo" e "Iridologia naturopatica".


Io, Vito Simi de Burgis, sono diplomato in Naturopatia Olistica presso l'Istituto Superiore di Medicina Olistica ed Ecologica presso l'Università degli Studi di Urbino, specializzato in Iridologia di base, esercito a Venezia ed ho pubblicato il manualetto "NutrirsiCome: suggerimenti nutrizionali per anziani".


Dall'esame Iridologico si possono trarre molte informazioni ed indicazioni utili per prendere maggior coscienza nell'iniziare a condurre più adeguati, corretti, armonici ed equilibrati stili di vita a seconda di quella che è la nostra individuale costituzione sia ereditaria che dovuta alle inevitabili interazioni ed interferenze dovute all'Ambiente olisticamente inteso.


Attraverso la lettura dell'iride possiamo maggiormente comprendere il nostro stato passato ed attuale di salute, le nostre predisposizioni ad ammalarci e le modificazioni apportate dall'ambiente sotto forma di carichi tossinici: resta inteso che lo scopo di questo primo incontro è quello di dare una illustrazione iniziale di una delle possibili applicazioni dell'iridologia moderna.


Per informazioni e iscrizioni (caparra di €10,00= all'atto dell'iscrizione da versare alla Libera Ass.ne Seminati entro mercoledì 23 settembre) scrivetemi pure su questo blog o al mio indirizzo di posta v.simideburgis@gmail.com o alla Libera Associazione Culturale Seminati associazioneseminati0@gmail.com


Allora sperando di vedervi numerosi, pace e serenità a tutti.